31/01/2018
DOVE TI PORTA IL CUORE? A GODO…




Come tutti gli anni di questi ultimi tempi, nel pre campionato, oltre a spettegolare sul nuovo campionato, ci dedichiamo a conoscere i nuovi giocatori o a dare il ben tornato a vecchi atleti. Il primo è un giocatore nato ad Arezzo capitato a Godo viaggiando sul web e dopo un anno di distacco per una nuova esperienza, ha deciso di tornare nella sua seconda casa: il Godo. Ebbene si, oggi parliamo con lui: Alessandro Casalini che a dir la verità sembra non se ne sia mai andato, non è cambiato ed è sempre lui.

Dopo quattro campionati con il Godo, nel 2017 decidi di cambiare il team, qual è stato il motivo di questa decisione, una sfida con te stesso?

“Godo è stata la mia seconda casa per 4 anni, lo è tutt’ora, ma lo sport come la vita, a mio modo di vedere ha bisogno di nuovi stimoli. Questo è il motivo per cui nel marzo del 2013 da Arezzo, dalla squadra in cui sono nato e cresciuto, ho deciso di venire a Godo.
E’ stata una sfida per me, un allontanarmi da casa che comportava dei rischi e delle delusioni, ma alla fine sono stato ricompensato.
Ho trovato un gruppo di amici, compagni di squadra e persone straordinarie.
L’anno scorso, sono stato spinto a Firenze sempre dalla stessa voglia di cambiamento e di sfida sportiva, ed è stato un anno molto bello, ho incontrato nuovamente persone e compagni che già conoscevo e ne ho trovati di nuovi”.

Che esperienza ti sei fatto e se tornassi indietro prederesti la stessa decisione?

“E’ un’ esperienza che senz’altro rifarei perché nel bene e nel male mi ha fatto crescere affrontare nuove dinamiche e scoprire altre realtà, il fatto che sia stata una squadra della stessa categoria cambia poco a mio modo di vedere.
Dal punto di vista sportivo è stato un anno diverso, nel quale ci sono stati momenti difficili ma anche momenti entusiasmanti, abbiamo sfiorato la qualificazione ai playoff arrivando a pari merito con Castenaso, purtroppo avendo gli scontri diretti a loro favore, ci hanno eliminato.
Direi che tutto sommato è stata un’ esperienza molto buona.
Ci sono stati dei momenti molto emozionanti, come i quattro scontri con il Godo, una squadra che ha lasciato il segno dentro di me, e sono state quattro sfide molto particolari.
All’andata siamo stati letteralmente spazzati via in casa da una squadra di giovani piena di energia e motivazione, mentre al ritorno è successo esattamente il contrario, ma tornare alla “Bosca” con una maglia diversa è stato da pelle d’oca”.

Quest’anno hai deciso di tornare , decisione importante , pensi di poter dare quel quid in più?

“Quest’anno ho deciso di rientrare a Godo, per una serie di motivi che vanno anche oltre il Baseball, inoltre parlando con il DS Casadio ho capito che quest’anno ci sarebbero stati dei grandi ritorni, come quello di Erik Gelli e Mattia Bucchi, e anche delle ottime conferme come quella di Gabriele Piumatti e di tutto un gruppo di ragazzi giovani e meno giovani che secondo me potrà fare un ottimo campionato”.

Un team sempre più giovane, riuscirai a trasmettere la tua esperienza?

“Io come al solito ho aderito pienamente a questa nuova squadra mettendomi a totale disposizione della società e dello staff tecnico, che reputo di ottimo livello vista la conferma dell’ormai consolidato pitching coach Luis Hernandez e di tutta una serie di coach con tanta esperienza e voglia di fare.
Spero di dare tutto l’apporto necessario ai miei compagni, cercando di fare del mio meglio in campo e fuori. I numerosi giocatori giovani in squadra sono uno stimolo per me che non sono più un ragazzino e credo che mi spingeranno a dare sempre il 110% con la speranza che anche loro diano il massimo per cercare di guadagnarsi il posto o confermarlo, creando una sana competizione tra compagni di squadra che sta alla base della crescita sportiva.
Ho un sacco di entusiasmo per questo 2018 che verrà e sono certo che potrà dare grandi soddisfazioni a noi come squadra e di conseguenza anche a chi ci verrà a supportare come ogni anno qua a Godo.
Adesso devo solo lavorare duro per essere al meglio per l’inizio del campionato, e poi, sarà il campo a parlare”.

Un ringraziamento a Casalini per avermi ospitato e risposto a semplici domande di curiosità, io come al solito vi saluto e vi auguro dei buon pettegolezzi baseballiani, a presto.

Flavia Zanchini
In foto Alessandro Casalini ©effezeta





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