10/02/2018
PRONTI A RIPARTIRE




L’aria è ancora molto fresca, ma tra i tavolini del bar tra una briscola o un tresette, s’inizia a mormorare e a chiedersi cosa ne sarà del Godo in questo campionato, le voci viaggiano più veloci della luce e quasi mai corrispondono alla realtà. Per accontentare tutti i curiosi ho trascorso qualche momento con il dirigente sportivo del Godo, cercando di capire al meglio cosa ci aspetta questo campionato e quali cambiamenti ci saranno nel roster.

Anche se ormai il 2017 è una porta chiusa, prima di parlare del futuro, facciamo un piccolo riassunto di quel campionato e se si proseguirà su quella linea nel campionato alle porte?

“il 2017 per il Godo è stato un anno veramente difficile e complicato; alcuni dei nostri ragazzi han voluto fare un esperienza diversa al di fuori del Godo e in corso d’opera ci siamo ritrovati a fare qualche aggiustamento. Tutto questo ci ha dato la possibilità di schierare dei ragazzi del nostro vivaio che dopo essere riusciti a superare l’impatto iniziale, sono riusciti a dimostrare la crescita sia dal punto di vista mentale e tecnico, grazie anche all’aiuto di Luis Hernandez che ha dato a loro gli strumenti giusti per affrontare un campionato estremamente complicato e competitivo. Io sono molto contento di come sia andato il campionato 2017 perché abbiamo raggiunto uno degli obiettivi fondamentali del nostro movimento, ovvero la crescita dei nostri giovani e l’inserimento del nostro vivaio, fatto non solo di parole, ma di concreto realizzando quello che diciamo e portiamo avanti da molto tempo. Da questo punto di vista anno scorso è stato un anno veramente positivo , quest’anno vorremmo proseguire in questa direzione. Alcuni giocatori importanti, dopo esperienze fatte con altre squadre, hanno deciso di tornare a giocare con il Godo, quindi potremo contare su ragazzi che hanno esperienza, militato nella massima serie per parecchi anni e devono essere uno stimolo in più e un esempio per i ragazzi più giovani, dovranno essere l’aiuto che, forse, anno scorso in certi fasi del campionato è venuto a mancare. Quindi direi, che quest’anno, partiamo con un giusto mix di esperienza e gioventù che mi fa ben sperare per il campionato”.

Chi è il nuovo manager del Godo?

“il manager sarà colui che anno scorso ha portato alla salvezza la squadra 2017 e quindi Luisi Hernandez"

Abbiamo appena parlato di giocatori che tornano a Godo a giocare, ma tra questi c’è un giocatore che fino anno scorso militava nell’ Imola e che manca da Godo già da tredici anni Erik Gelli, che mi dici di lui?

“si manca da tanto! Ho sempre considerato Erik un giocatore di Godo, uno di noi, tutti gli anni prima del campionato ci si parla e quest’anno si sono create le condizione affinché Gelli possa tornare a Godo a giocare, mi fa molto piacere, come sono altrettanto contento del ritorno di Mattia Bucchi e Alessandro Casalini”

Fino a poco tempo fa, c’era ancora l’incognita per quanto riguardava la decisione di Federico Rubboli se continuare o smettere, abbiamo la sua decisione finale?

“Federico ha dato la sua disponibilità di disputare un altro campionato con il Godo, Rubboli è l’ennesima pedina in più, da molti definito l’acquisto dello straniero a Godo. Federico è un bravissimo giocatore, ma soprattutto una persona seria ed è colui che può farci fare quel passo in più ché necessario. Ottimo come ricevitore, molto bravo in prima base, in esterno, solido nel box di battuta, ma in particolare è un esempio concreto per tutto il movimento dei ragazzi più giovani”.

Sul monte di lancio ci sarà anche il diciottenne Ioli Nicolò, lui è in accademia e con la squadra farà fatica ad allenarsi, problemi?

“è già da un po’ di tempo che seguiamo questo ragazzo e Nicolò, verso metà campionato di anno scorso, s’è messo in contatto con noi, un ottimo giocare e un gran bravo ragazzo. Quest’anno, almeno per il momento, il Godo ha fatto una scelta un po’ contro corrente, giocando solo con giocatori italiani (tranne Emmanuel Evangelisti che ormai lo riteniamo godese di adozione, lavora nella nostra città, vive qui per tutto l’anno e tra alcuni mesi diventerà padre qui a Godo) quindi a parte lui, gli altri sono tutti giocatori nati e cresciuti in Italia. Avendo fatto questa scelta, abbiamo deciso di rinforzare il monte di lancio con l’arrivo di questo promettente giovane lanciatore di Torre Pedrera”.

Appunto, è proprio la domanda successiva, s’è deciso di non prendere il lanciatore straniero, pensi si possa essere in egual modo competitivi o la squadra sarà demotivata?

“le difficoltà sono soprattutto nella squadra, il peggior nemico del Godo è il Godo stesso. Se la squadra scenderà in campo con la convinzione di non essere inferiore a nessuno, il Godo quest’anno può arrivare molto in alto, ci sono tutti gli strumenti per salire in alto. Ricordiamoci che non si arriva in alto per l’aiuto divino o perché ti mettono in squadra una star che magari ti fa duecento strike out a partita, si arriva in alto lavorando seriamente ogni singolo allenamento, iniziando a gennaio per essere pronti a scendere in campo e assumendosi ognuno le proprie responsabilità, pensando e facendo al meglio sul proprio lavoro. Se riusciremo a tenere questo tipo di mentalità il Godo sarà una squadra che farà paura a tutti”.

Il girone dove gioca il Godo è bello tosto, formato da squadre che sulla carta sono forti e l’intergirone non è da meno, è una prove del nove per il Godo?

“è evidente che se guardiamo i risultati recenti delle squadre del nostro girone, ci sono tre squadre che sono arrivate prime di tutta Italia, ma i team non sono sempre i medesimi; l’Imola del 2017 non sarà la stessa del 2018, lo stesso Godo non è lo stesso del 2017, i giocatori cambiano e alcune cose e soprattutto le mentalità sono diverse. Ed è dalla crescita mentale che noi dobbiamo fare il nostro punto di forza, se noi partiremo non avendo paura di nessuno, saremo a sulla buona strada. Noi più adulti siamo abituati, per portare a paragone, a raccontare i vari aneddoti e qui ci sta; nel 2006 c’è stata la squadra più forte che abbia mai giocato a Godo, indubbiamente di per sé era forte, ma non in senso assoluto. La loro forza si vedeva quando scendevano in campo, a loro non interessava se di fronte il Nettuno o il Rimini o il Parma o la Fortitudo, non gliene fregava assolutamente nulla e non subivano il timore della piccola provinciale che andava a giocare Rimini e vincerne tre, o in casa vincere contro il Nettuno (storia del baseball italiano), erano due squadre che giocavano una partita di baseball, quella che aveva più cuore, più voglia e più cattiveria, alla fine vinceva. Il Godo quell’anno aveva più cuore più voglia e più cattiveria di altre squadre blasonate. Questo deve fare la squadra quest’anno: non aver paura di nessuno, rispettare tutti, ma non temere alcuno”.

Nel primo anno di serie A abbiamo sfiorato i play off, anno scorso salvati in estremi dai play out, dove arriva quest’anno il Godo in classifica?

“al manager Luis abbiamo dato due obiettivi: il primo di arrivare più in alto possibile con la squadra che ha a disposizione, adesso che sappiamo quali sono le regole del gioco, direi che l’obiettivo minimo, è arrivare ai play off. Il secondo, altrettanto importante, è la crescita di tutti i nostri ragazzi, anche di quelli veterani. Se alla fine del campionato saranno cresciuti sia come atleti che come uomini, avremmo raggiunto l’obiettivo ché altrettanto importante che quello di vincere lo scudetto o il campionato o raggiungere posizioni d’eccellenza”.

Tra tutte le partite che hai giocato o visto, qual è quella che ti ha lasciato il segno o che vorresti rigiocare?

“questa per me è la domanda più facile del mondo. Io naturalmente ho ricordo delle partite che ho giocato, che sono più impresse sia nella memoria che nel cuore; gara cinque nel 1991 della finale promozione in A2 in casa contro il Santarcangelo è la partita che rigiocherei subito e mi è rimasta nel cuore, soprattutto per il risultato finale. Come ricordo vivo ci sono anche i play off ’87 a Torino, ’88 a Novara e nel 1995 con Modena, purtroppo in questi casi perdendo in gara cinque. Nel 1991 invece battemmo il Santarcangelo nel quale giocavano atleti come Leschi, De Luigi, Bronzetti, Gasperini, tutto qua questa è la gara che mi piacerebbe giocare anche per i vent’anni che avevo allora”.

Ci saranno delle amichevoli?

“a seconda dello stato dei campi e del meteo si deciderà se giocare in casa o fuori, e con quale durata e orario d’inizio, per il momento ti posso dire le date che sono confermate: 10 marzo con Ravenna, 17 marzo Imola, 24 marzo Castenaso e 31 marzo Athletics”.

Non mi resta che ringraziare il Direttore Sportivo per la sua disponibilità e per aver risposto alla mia curiosità, più o meno ora so cosa miaspetta….mi aspetta tanto tanto tanto baseball. Vi saluto e continuate a parlare di baseball che non fa male.

Flavia Zanchini

In foto: Attilio Casadio e Russ Myers ©Russ Meyers





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