02/04/2019
SPAZIO DUGOUT: STEFANO NALDONI, HITTING COACH



David Capucci è con Stefano Naldoni.

(David) - Partiamo dall'anno scorso, dopo un inizio campionato incerto, c'è stata un inversione di marcia, qual è il segreto e ricordi il momento?

(Stefano) - Credo che la ragione sia da ricercare in una maggiore presa di coscienza di sé da parte dei singoli giocatori e del concetto di squadra sul piano collettivo. Intorno agli inizi di giugno i ragazzi hanno realizzato di avere del potenziale e che il modo migliore per esprimerlo era cominciare a giocare un baseball corale, armonioso.

(David) - Ho avvertito una bella sintonia di lavoro nello staff tecnico, mi dici qualcosa a proposito?

(Stefano) - Ci hai visto giusto. Ho avuto la fortuna di ritrovarmi inserito in un organico costituito da persone intelligenti e competenti, ognuna coi propri punti di forza in campi che sono risultati complementari. Il processo è stato del tutto spontaneo, una volta che ci siamo conosciuti un po' meglio sul piano personale: semplicemente, ci siamo divisi i compiti e presto tutti i pezzi son finiti al proprio posto. Purtroppo quest'anno ci è venuto a mancare quello che forse era il cardine del meccanismo, il professore cubano Luis Hernandez, ma confido che coi nuovi innesti nel ruolo di pitching coach riusciremo a lavorare altrettanto bene, anche perché ho il vantaggio di conoscere entrambi da lunga data.

(David) - Ho visto un intenso lavoro invernale, a che punto siamo?

(Stefano) - Siamo sicuramente al punto in cui contavamo di essere. Forse, in certi frangenti, siamo addirittura un po' in anticipo sulle aspettative. Con questo non dico di ritenermi appagato e non lo sarò fino a stagione iniziata. Solo allora potrò dare un giudizio completo sull'off-season. Per il momento continuiamo a lavorare duro e bene.

(David) - Sappiamo che nel baseball in generale ed in battuta in particolare, il fattore mentale incide molto quanto lavori sulla tecnica e quanto sulla testa dei ragazzi?

(Stefano) - Se abbiamo passato la prima parte della preparazione invernale a colmare le lacune di tipo meccanico, mano a mano che riuscivamo a correggere i difetti ho cercato di spostare l'attenzione sull'approccio da tenere nel box nelle varie situazioni. Punto ad arrivare a ridosso del campionato facendo principalmente allenamenti di questo tipo, dedicando alla meccanica sessioni di mantenimento. Poi si sa, le partite sono il miglior banco di prova della lucidità mentale, ed è soprattutto durante il gioco che cerco di intervenire in questo senso.

(David) - C'è qualche giocatore che a vederlo in allenamento ti aspetteresti di più in partita?

(Stefano) - Sembrerà la solita risposta diplomatica, ma in realtà devo ammettere che tutti si stanno comportando piuttosto bene, sebbene non sempre (come è ovvio che sia, visto che la perfezione non esiste). In generale, vorrei vedere una maturazione emotiva, da parte dei ragazzi, oltre che di conoscenza del gioco in sé. Questo richiederebbe una maggior esperienza sul campo, che si traduce in un maggior numero di partite, e un campionato da 24 incontri semplicemente non può soddisfarlo. Se si vuol far crescere il livello dei giocatori italiani, e mi rivolgo idealmente alla Federazione, bisogna cominciare a pensare a una nuova formula per il campionato. In caso fossero a corto di idee li prego di contattarmi, che ne ho almeno un paio.

(David) - Sappiamo che ci sono scuole di pensiero diverse sulla tecnica della battuta, ne segui una in particolare, oppure studi ti documenti osservi e poi valuti?

(Stefano) - Non sono mai stato figlio di una scuola in particolare, perché questo richiederebbe una fede cieca nel dogma di uno specifico insegnamento, e ciò è contrario alla mia idea stessa di insegnamento. Penso debba essere una cosa fluida, che si modifica nel tempo secondo necessità, per adattarsi ai cambiamenti che sempre avvengono nel nostro sport. Questo, naturalmente, al netto di mantenere uno zoccolo duro di fondamentali che, più che a un movimento specifico, si riferiscono a concetti di fisica più generali. La radice di partenza deve essere solida e ben piantata nel terreno, ma non si deve impedire ai rami di crescere.





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