11/04/2019
"Viaggio nel tempo" 8° e ultima puntata: Matteo Galeotti



Viaggio nel tempo, per il momento si ferma qui, sono già iniziati i vari campionati ed è giusto lasciare lo spazio alle notizie del 2019, noi ci ritroveremo quando cadono le foglie dagli alberi e il baseball va in letargo. E’ il turno del lanciatore che anno scorso è stato uno dei miglior lanciatori italiani della serie A2, terminando la regular season con una media PGL di 2,66: Matteo Galeotti. Matteo Inizia a calcare il diamante di Godo da ragazzino e la sua prima esperienza con la casacca azzurra è nel 1996 per gli Europei Cadetti in Francia, sempre nello stesso anno e nella stessa categoria, ai Mondiali in Giappone.
Nel 1998 cambio di categoria e con la Juniores partecipa agli Europei, nel 1999 oltre a vincere lo scudetto Juniores con il Godo Baseball, partecipa ai Mondiali a Taiwan con i Cadetti e, sempre nello stesso anno, agli Europei Juniores. Matteo solo nel 2016 lascia il monte di casa, dove giocava in serie A2, per un esperienza in una realtà diversa e prestigiosa e gioca nel San Marino in serie A1, ma l’anno successivo torna a casa.
Per lui il baseball non è solo un gioco, ma uno stile di vita che, se preso seriamente, ti può formare caratterialmente.
Sul monte è in assoluto la sfida singolare tra lui e il battitore e tutto quello che lo circonda, è niente. Il suo debutto in squadra maggiore è stato all’età di quindici anni, un mercoledì qualunque per una partita di recupero: emozione a mille, ma la concentrazione era al massimo e la vittoria gli diede quell’adrenalina che ancora oggi non l’abbandona.
Dalla vostra inviata Candy.

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Dopo un brutto incidente alle gambe, all'età di 8 anni, ho dovuto smettere di giocare a calcio
e, grazie a due amici, ho cominciato a giocare a baseball e non ho più smesso.
Come tutti i ragazzini, ho fatto parte di tutte le categorie delle giovanili, partite di campionato e tornei, sia in altri diamanti d'Italia, sia a Godo. Capitava spesso che altre squadre mi chiedessero in prestito per i loro tornei, io accettavo, ma ad una condizione: che anche il mio catcher, Demis Alberi, venisse con me. A loro servivo solo io, ma di solito andavamo entrambi.
Nella mia carriera, nel settore giovanile, il fiore all'occhiello è senza dubbio la vittoria dell'unico scudetto nella categoria Juniores (10 ottobre 1999). Come dimenticare quelle giornate, quelle partite sudate, giocate e vinte da una vera squadra, tutto il paese ha festeggiato con noi, organizzando una bellissima ed emozionante festa in nostro onore.
Avevo 15 anni quando ho esordito in prima squadra. Si doveva recuperare una partita rinviata per pioggia, era mercoledì ed eccomi sul monte di lancio pronto per la prima pallina in A2, che emozione, abbiamo anche vinto come anche le successive dieci partite.
La maglia della nazionale è stata protagonista con me in varie occasioni, con i Cadetti agli Europei in Francia nel '96, sempre lo stesso anno in Giappone per i Mondiali stessa categoria, nel '98 agli Europei Juniores, ai Mondiali Cadetti a Taiwan nel '99 e anche agli Europei Juniores e per finire nel 2003 al Raduno Nazionale pre olimpico. Sicuramente queste sono state grandi soddisfazioni, ma nulla hanno avuto a che vedere con il successo della mia squadra nel 2005 quando abbiamo ottenuto la promozione in A1. La tensione, l'adrenalina, la voglia di riuscire e l'unione che c'era tra di noi, “uno per tutti tutti per uno”, ci ha portato alla vittoria del campionato. E fu gioia incontenibile.
Un saluto, un ricordo particolare va il mio Presidente Roberto Saporetti, a cui ero molto legato. Il baseball ti richiede sacrifici e duro lavoro, ma ti dà soddisfazioni, ti fa conoscere persone di ogni età, fra le quali gli amici che frequento, ancora oggi, al di fuori del diamante.





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