21/01/2020
LE PICCOLE COSE DEL BASEBALL: “VITE PARALLELE”, DI RUSS MYERS



Chi può mai dire quali incontri ci aspettano, quali persone potremo incrociare, persone con cui abbiamo condiviso momenti di vita importanti, anche inconsapevolmente?

E chi può negare che dietro ad un rifiuto non si celi comunque un’opportunità?

Vi raccontiamo un episodio di vita vissuta da Russ Myers: per imparare a non mollare mai e a guardare in modo benevolo agli eventi.
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Eccolo lì, in piedi proprio di fronte a me. Non avevo mai incontrato quest’uomo prima, ma l’ho riconosciuto immediatamente.
I suoi capelli grigi e gli anni di esperienza che gli erano disegnati sulla faccia non mi sorpresero. Ho sorriso.
Un uomo dall’aspetto signorile: il suo sorriso benevolo illuminò la stanza e la sua cadenza, rallentata dagli anni, ma ancora fluida.

Non ho mai idolatrato nessuno. Certamente non ho idolatrato lui. Tuttavia, a parte mio fratello Randy, non ho mai avuto più rispetto per nessuno che abbia giocato a baseball.
Mentre gli mettevo un braccio attorno alle spalle per scattare una foto ho pensato, tra me e me, che in quel momento ero con i due giocatori di baseball che rispettavo di più:
Ozzie Smith e Randy Myers.

Nessuno dei due aveva più giocato per un club della Major League da anni, ma non mi importava. Ricordo di aver visto un’azione di gioco fatta da Ozzie quando era più giovane, molto più giovane. Anch’io ero più giovane.
Ero un buon giocatore ma anche nel pieno della mia carriera di baseball non sono riuscito a fare un’azione simile.

Nessuno poteva.
Nessuno tranne Ozzie.

Quel giorno del 2015 ho sorriso perchè sapevo qualcosa che Ozzie ignorava.

Era un giorno di autunno a St. Petersburg, Florida. L’anno era il 1986 e la mia carriera di giocatore di baseball era in bilico. Fui invitato per un giornata alla instructional League con i St. Louis Cardinals, per provare con la loro squadra.
Devi sapere che Ozzie avrebbe compiuto 32 anni il dicembre successivo. St. Louis stava cercando qualcuno di più giovane per sostituirlo.
Ero giovane. Avevo appena compiuto 22 anni e avevo appena finito quattro anni di università.

“Vediamo cosa può fare quell’interbase” urlò uno degli allenatori.
Ho ricevuto molte palle per terra, ho fatto doppi giochi e ho mostrato la forza del mio braccio.

Non è stato abbastanza.

Non ero Ozzie Smith.

Anche dopo un’impressionante esibizione in battuta, non mi è stato offerto alcun contratto.
A St. Louis dovevano trovare qualcun altro per sostituire Ozzie.

Quattro mesi dopo, nel 1987, Joe Borecki mi ha chiamato per giocare a …Godo!

Nel 1987, a 32 anni, Ozzie ha avuto l’anno migliore della sua intera carriera.

St. Louis è andato alle World Series quell’ anno.
Godo è andato ai playoff!
Entrambe le squadre hanno perso le loro finali.

Ozzie ha giocato con St. Louis per altri dieci anni, fino al 1996, quattro anni dopo la mia ultima partita per Godo. Aveva 41 anni.
Lui è stato il miglior interbase che abbia mai visto.

Probabilmente oggi non ricorda di avermi incontrato nel 2015. Abbiamo parlato solo per pochi minuti, principalmente sugli eventi di quel giorno. Ci siamo divertiti.

Dopo molti anni e una grande carriera, Ozzie può di certo sorridere.

Dopo aver giocato a baseball per sei anni a Godo, anch’io sono stato in grado di sorridere.

In foto: Randy Myers, Ozzie Smith, Russ Myers (2015)





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