04/03/2020
IL CUORE BATTE FORTE A GODO. INTERVISTA AD ATTILIO CASADIO



Il Direttore Sportivo del Godo Baseball espone al Bar tutte le sue buone speranze per l’incipiente stagione di A1, augurandosi di portare a casa, come l’anno passato, qualche colpaccio e destabilizzare il corso del campionato.

Potrebbe definire in tre epiteti lo spirito del Godo Baseball?

AC. E’ facile scivolare nel banale nel rispondere a questa domanda. Diciamo quindi che lo spirito che mi piacerebbe fosse sempre presente nel Godo – e molto spesso l’ho trovato – è: non mollare mai; massimo rispetto per tutti, ma timore – soprattutto referenziale, visto soprattutto le corazzate che a volte dobbiamo affrontare – per nessuno; e poi ancora giocare al 100% delle nostre possibilità. Vorrei che il Godo fosse soprattutto il concentrato di questi tre principi, al di là del talento individuale dei nostri giocatori, della strategia adoperata e della tecnica complessiva della squadra.

Una riflessione sull’ultima stagione?

AC. Il bilancio della scorsa stagione non può che essere positivo. Con i pochi mezzi a nostra disposizione abbiamo fatto la nostra bella figura, strappando ad esempio una partita sia alla Fortitudo Bologna che al San Marino e arrivando davanti in classifica ad una squadra sulla carta più attrezzata come il Castenaso.

Rispetto al roster e alle aspirazioni cosa si aspetta dalla stagione A1 2020?

AC. Per la stagione che sta per iniziare mi aspetto un piazzamento migliore del campionato 2019. Conosciamo le potenzialità di Bologna, San Marino e Parma, ma non sappiamo cosa aspettarci dalle neopromosse Collecchio, Torino, Macerata; le scelte che hanno fatto soprattutto per quanto riguarda la rotazione dei lanciatori sarà fondamentale per la loro pericolosità. Non abbiamo puntato molto sul reparto lanciatori e siamo fiduciosi, ci aspettiamo di essere competitivi in ogni gara.

Cosa ci dice del ritorno a Godo di Marco Sabbatani?

AC. Marco è tornato a casa e sarà un innesto fondamentale. Era partito da Godo con la targhetta dei migliori prospetti del panorama nazionale. Ora è tornato un giocatore con un bagaglio di esperienza notevole, esperienza che ha già messo a disposizione del gruppo. Marco conosce il gioco, conosce le caratteristiche degli avversari, così come sono convinto che oltre al suo solito apporto al box di battuta e dietro il piatto di casabase, la differenza la farà soprattutto nel dugout.

Un sogno, anche “poetico”, che nutre per la sua squadra?

AC. Il mio sogno poetico? Realizzare a mia volta il sogno di un grandissimo presidente del Godo di qualche anno fa, Roberto Saporetti, ovvero vincere lo scudetto con una squadra composta prevalentemente da giocatori provenienti dal nostro ottimo vivaio. È difficile? Certo, ma altrimenti che sogno sarebbe?

Provi a fare dei pronostici per il campionato: la conferma, la sorpresa, lo scudetto …

AC. Per la conferma direi la Fortitudo, per la sorpresa punto sul Redipuglia, ottimo nella passata stagione. Per lo scudetto sarà una lotta tra Bologna e San Marino.

Cosa ne pensa dell’operazione Manny Ramirez a Parma?

AC. Non può che essere positiva per il ritorno mediatico che il nostro campionato meriterebbe. È vero anche che sarebbe importante verificare le motivazioni da giocatore di Manny; voglio dire che sarebbe un peccato se venisse in Italia solo per fare le vacanze. Il campionato di A1 italiano non è certo il più competitivo in cui abbia giocato, ma serve comunque la giusta concentrazione, anche per un campione, papabile Hall of Fame come lui, visto che ci sono molti buoni giocatori e soprattutto molti buoni lanciatori che potrebbero fargli pesare gli anni.

Il Bar del Baseball ringrazia il DS Attilio Casadio e augura alla squadra del Godo un ottimo campionato 2020!





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