11/06/2020
DA QUI, DI DAVID CAPUCCI



Entro in campo, non è la prima volta che lo faccio, il mio passo è incerto, non so, mi sento un po' strano, mi sembra di violare un patto, sono timido nei suoi confronti. L'ho trascurato, lo calpesto con delicatezza come se fosse la prima volta, lui non mi sorride, sarò diventato un estraneo, forse si è accorto che stavo iniziando ad abituarmi a vivere bene senza, ed ora, si torna al campo per parlare di ritornare, ecco che tutto si illumina di nuovo, ora non voglio più andare via, la riunione ormai è finita; no, aspetta, voglio calpestarlo di nuovo il diamante: sì la sensazione è la stessa, lo sguardo è uguale, riempie l'anima.
Torno sui miei passi, la gente sta andando via, aspettate un attimo, dobbiamo ritornare in campo, qui passa la paura, qui ritorna la fiducia, per il presente, per il futuro, da qui vediamo il mondo in maniera diversa, abbiamo bisogno di posti come questo, per fare dei grandi respiri, ed eliminare scorie di rancore, di aggressività, per non ascoltare, se non solo il rumore della natura, il suono delle mazze, il vociare dei ragazzi, perché qui siamo migliori.
Si lo so, dovrei dire che dobbiamo rimanere prudenti e basta, partire con cautela, certo che dovremmo farlo, ci sono tanti che ve lo dicono ed io lo sottolineo, ma se vogliamo uscire migliori da questo periodo, dobbiamo respirare il campo da baseball, lo dobbiamo calpestare, osservare il sorriso dei ragazzi, ascoltare il loro bel rumore: entriamo con attenzione, ma divertiamoci col sudore delle corse sui prati.
Non è il campo che ci deve fare paura, non è lui che ci deve far diventare imprudenti, siamo noi che dobbiamo essere prudenti, ma senza timori. Usiamo anche il sorriso, contro le paure, una leggerezza consapevole, ma usciamo dagli involucri del sospetto, i nostri bambini sono puri, non contaminiamoli col nostro rancore, rendiamo responsabile la loro purezza.
E' ora di scendere in campo, noi renderemo sicura la loro purezza, fidatevi della nostra responsabilità e della loro purezza, i bambini vogliono questo, non facciamo che le nostre paure diventino terrore e odio, la loro purezza è fragile e può essere contaminata, facciamoci invece contaminare un po' da loro, dobbiamo essere seri con leggerezza.
In questo periodo, come in tutte queste circostanze in cui la vita ci mette davanti alle nostre fragilità, viene fuori il meglio ed il peggio di quello che abbiamo dentro, non riusciamo sempre a filtrare le sensazioni più profonde. È anche per questo motivo che dobbiamo tornare in campo, quel campo dove i momenti più belli, anche del recente passato, che ora sembrano così lontani e dimenticati, devono rifiorire, ripartire da quei ricordi per riviverli, ricostruirli, con la nostra consueta energia e l'innocenza dei bambini, ma per fare questo, abbiamo bisogno di tanti, di tutti, perché pure a noi, soliti volontari, questo subdolo nemico ha sferrato un colpo che ci ha fatto vacillare. È bastato però il primo passo dentro al diamante per far rifiorire quei ricordi.
Fatelo anche voi quel passo, fatelo fare ai vostri bambini, vi garantisco la magia riemergerà, e tornerà l'energia per razionalizzare i passi da fare, ma questa volta ancora più numerosi e compatti.
Sono un sognatore, certo che lo sono, e poi cosa c'è di male ad esserlo, io il male lo vedo altrove.





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